
La Terra di Mezzo, i Millennials e le traduzioni che diventano abitudine
La “Terra di Mezzo” non vuol dire niente, se non sei in un racconto di Tolkien. Forse le avventure de Il signore degli Anelli hanno segnato la nostra generazione di Millennials più di quanto qualcuno sia disposto ad ammettere, se diversi traduttori, italiani o stranieri, cadono nella tentazione apparentemente irresistibile di scrivere della Cina come “Il Paese di Mezzo”.
Il Paese al Centro e la comunicazione di una visione
Il caso più recente in cui io mi sia imbattuta è una guida Lonely Planet in cui si parlava della Cina come “The Middle Kingdom”. Invece, signore e signori, 中zhōng significa propriamente “centro” e un Paese che decide di auto-definirsi come “Paese al Centro” ci sta comunicando la sua visione: quella di essere al centro del mondo.
L’autorappresentazione nelle mappe del mondo
Da quando siamo piccolissimi, ci siamo abituati ad alzare la testa dai banchi di scuola e a guardare le mappe del mondo con la nostra Vecchia Europa al centro. Ebbene, ognuno rappresenta il mondo dal suo punto di vista, quindi mentre noi ci siamo sempre posizionati al centro, nelle scuole di altri continenti il quadro cambia. Sembra un concetto banale, ma non lo è per niente perché, sulla base di cosa si sceglie di rappresentare e come, si veicolano messaggi molto diversi, legati anche all’importanza dei Paesi che decidiamo di vedere, quindi politici.
Nessuno ci forza mai a vedere le mappe in un modo diverso e questa può essere una metafora che si lega a molte altre cose. Cominci a ridimensionarti quando esci dai tuoi confini, vai in un posto in cui diventi tu la minoranza, in un contesto di persone che la pensano allo stesso identico modo, però completamente diverso dal tuo.
L’auto-legittimazione di una nuova leadership globale
La Cina si pensava al centro ieri e si vuole pensare al centro oggi, vuole partecipare alle dinamiche mondiali ma con un ruolo ormai diverso, da protagonista, come nuovo leader globale. E la Cina, che piaccia o meno, è sempre più al centro anche delle vicende che ci riguardano, ma mentre i capi di Stato cinesi nei loro discorsi alla stampa citano la letteratura classica europea, noi in Occidente sappiamo molto poco della cultura cinese.
Ed è allora questo l’esercizio e il gioco che faremo insieme: sforzarci a cambiare prospettiva, imparando e innamorandoci delle differenze e dei punti in comune.
Maria Laura
scoprire Shanghai e la Cina
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